foto sezione presepe

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Era una notte come tante a Betlemme e, non appena Maria si adagiò sulla paglia, la grotta cominciò a farsi piena di luce, come se ci fosse il sole…

     E non era una luce come le altre: era una luce speciale, divina…

…ancora più intensa di quella che Maria aveva visto la mattina in cui l’angelo del Signore era andato a Nazareth a trovarla…

Quanti prodigi nella vita di Maria, eppure non si è mai vantata del Mistero che era entrato nel suo cuore, nella sua casa, nella sua vita:

sempre pronta a dare una mano, a spartire i momenti di festa e le lacrime, le partenze e gli arrivi, le fatiche della vendemmia e dei frantoi, così come i profumi del forno e del bucato…: una donna come noi, eppure così diversa! Bastava guardarla per sentire il bisogno di Dio!

Ma Lei è ancora quiper le stradine del paese, mentre spazza l’uscio di casa, stende i panni al balcone e, dietro le imposte, prepara la cena e parla con il proprio bambino…Le donne di oggi e di ieri custodiscono il mistero della vita che è, poi, il Mistero del Natale: Dio che viene ad abitare il nostro niente!

   Dio ha dato a Maria un posto di tutto rispetto e l’ha cercata, l’ha voluta, l’ha posta accanto al figlio Suo non come ornamento.

Scova Maria nei bassifondi di Israele … “da Nazareth può uscire qualcosa di buono?…” (Gv 1,46). Mai nominata nei testi della Bibbia e negli scritti rabbinici, Nazareth gode di una pessima reputazione come i suoi abitanti. Forse proprio perché doveva intendersi di vita vera, vissuta e sofferta e non scialba, ovattata e stordita. Non doveva spaventarsi del dire o del fare della gente maldicente.

   E’ lì, a Nazareth, che Maria vivrà con Gesù e sarà Sua madre, in bellezza, dignità e grazia, “consacrando totalmente se stessa, al mistero della redenzione” (Lumen Gentium, 56).

   Che cosa sarebbe, infatti, il Natale senza la fanciulla di Nazareth che, in piena libertà, risponde:- Eccomi!- ?

Che cosa sarebbe il Natale senza la fanciulla di Nazareth, divenuta nel frattempo una donna, che rincorre il figlio ormai grande e un po’ scapestrato, fino a porsi ai piedi della croce per assumere il carico, in piena libertà, di quei figli che siamo noi?

Quante cose possiamo imparare, osservando l’agire di una mamma, di un’amica, di una compagna di viaggio, di una donna come Maria, che sa e ha ancora tempo per ascoltare e custodire!

Un rosario di misteri la sua vita, come la nostra!

    E il Natale è vita che fiorisce tra le braccia di una donna, fra le braccia di Maria!

C’era una volta un presepe...

...di gente e di pietre che raccontava la storia della nascita di Nostro Signore …nel paese dei trulli! Vecchie strade che tornano alla vita, camini anneriti da antica fuliggine che ardono di fuoco nuovo, piazzette dimenticate da tempo che brulicano di personaggi, dimenticate nenie che tornano a cullare i sogni dell’uomo, antichi odori e sapori che mondano i sensi e il cuore! C’era una volta un presepe di gente e di pietre e ci sarà ancora”